Bottega del Diavolo            Cuoio senza tempo  
 
 
 
Cenni storici sulla lavorazione del cuoio 
 
 
La lavorazione delle pelli animali è, senza dubbio, una delle più remote attività umane ed è connessa all’evolversi delle civiltà arcaiche. Il successivo sviluppo dell’attività conciaria ha permesso alle pelli di insinuarsi non solo negli oggetti pratici, di cui già facevano parte, bensì di incominciare ad essere utilizzate per motivi diversi da quelli puramente meccanici. 
Le concerie, con mezzi e procedimenti diversi in relazione alle differenti culture, si insediarono in tutto il mondo e quelle Piemontesi erano note sin dal Medioevo. Ogni popolazione, ha utilizzato la pelle animale cercando di sfruttarne tutte le peculiarità, sia come materiale strutturale (corde, occhielli, lacci, cinture) sia come accessorio (tende, fondine, cappelli, vestiti, selle, scarpe).  Dal Medioevo in poi la pelle è diventata parte integrante di ogni generazione, rivestendo libri, spianando tavoli, creando paralumi, abbellendo sale aristocratiche e concedendo riposo nelle brande più umili.È interminabile la lista di artisti e artigiani che hanno inciso e sbalzato il cuoio nel corso dei secoli. 
L’incisione sul fiore del cuoio (la parte esterna, quella liscia e omogenea) può essere eseguita tramite differenti lavorazioni. Nel XV e XVI secolo venivano usati utensili affilati per asportare porzioni di fiore e poterne riempirne gli spazi con coloranti naturali, oppure per creare differenze di colore con lo sfondo che potessero rappresentare scritte o disegni. Anche lo sbalzo e la cesellatura erano oltremodo apprezzate soprattutto per le coperture dei libri, le decorazioni di elmi e i rivestimenti di scatole e bauli 
Il salto evolutivo affrontato dall’industria nel ‘900, la distribuzione di massa e la commercializzazione hanno segnato il salto tra la bottega artigiana e l’industria pellettiera, e tutt’oggi i lavori di cesellatura e di incisione eseguiti a mano sono quasi definitivamente scomparsi.  
Attualmente esistono frese e punte laser capaci di incidere il cuoio a freddo e a caldo riproducendo, sulla base di strutture matematiche, disegni complessi in milioni di copie. Oggi la pelle, in generale, è oggetto di uso comune, sdoganata dalla concezione di utile è stata utilizzata per sculture e ornamenti di qualsiasi tipo. Dagli orologi ai separé, dalla selleria per autovetture al divano letto, dallo scrittoio alla cintura, chiunque possiede uno o più oggetti di cuoio. 
Le poche botteghe ricomparse che producono singolarmente ogni prodotto restituiscono il fascino del cuoio nella sua unicità,ricercando appositamente ciò che non può più essere offerto dalla grande distribuzione. Il cuoio, come materiale, ricorda tempi remoti, eppure si riscopre nell’attualità che è una merce non più solo funzionale ma anche estetica, e che viene apprezzata con l’uso dei sensi. Tatto, odorato, udito. E’ il toccarlo, sentirne il profumo, lo scricchiolare della pelle tesa che ne fanno una merce unica e differente da qualsiasi altra. 
 
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